Archive for December, 2009



December 3, 2009   •  Category: INTERVISTE, MAGAZINES, MOVIE, NEWS0 Comments

Grazie a Furure Writer per l’upload!!!

Recensione da TV Sorrisi e Canzoni

Ecco a voi una recensione del film più una breve intervista a Ben!!! Per leggere l’articolo cliccate sull’immagine!

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December 3, 2009   •  Category: INTERVISTE, NEWS0 Comments

Thanks Regys!

Intervista – The National

Ecco a voi un estratto di un’intervista a Colin Firth! Di seguito trovate la mia traduzione!

Colin Firth si è appena seduto e già sta sviando l’attenzione da se stesso. Il primo argomento della discussione è l’esplosione del mito Ben Barnes, la sua co-star in Dorian Gray e un attore di cui ha già interpretato il padre in una precedente produzione della Ealing Studios, Easy Virtue. Essere giovane e apparire in maniera predominante in commedie di costume è qualcosa a cui Firth è abituato, “ma Barnes è più bello di quanto lo fossi io”, scherza.

Ha fatto parte dell’industria cinematografica per quasi 25 anni, ma è stato negli ultimi 15 anni che è diventato uno degli attori britannici più in vista. Negli anni ’90 ha recitato in tre film molto importanti – la miniserie della BBC Pride and Prejudice, in cui la sua interpretazione di Darcy gli ha fatto guadagnare fan in tutto il mondo, e in due film che hanno vinto l’Oscar Il Paziente Inglese e Shakespeare in Love. Sin dal 2000, si è definitivamente stabilito nelle commedie romantiche e in film per tutta la famiglia come Love Actually, mentre riusciva ancora a trovare il tempo per alcuni film indipendenti come When Did You Last See Your Father? e quello dello scorso anno Genova.

In Dorian Gray, un adattamento dark del romanzo di Oscar Wilde, interpreta il mentore e amico di Gray, Lord Henry Wotton, che prende un ingenuo e giovane Gray (Barnes) e lo introduce al lato edonistico di Londra. “C’è un paradosso nel ruolo che interpreta Ben,” afferma Firth, “perchè nella seconda metà del film, deve interpretare qualcuno che è invecchiato di circa 20 anni o giù di lì, e al contempo continuare ad apparire come all’inizio del film. In Ben, puoi vedere un giovane attore che deve interpretare un uomo vissuto, mentre un attore più vecchio non sarebbe capace di sembrare abbastanza giovane da interpretare un ragazzo. Ben è il Dorian migliore che ci sia mai stato finora. Ha una maggiore complessità, in parte riguardo a ciò che ha dato. Ha delle qualità molto interessanti. E’ chiaramente molto bello. Ha molte delle qualità fisiche giuste, ovviamente, ma ha anche questi occhi così, ma così scuri. Ed è qualcosa che lo rende interessante nel momento in cui cambia.”

Fonte: The National


December 3, 2009   •  Category: MOVIE, NEWS, PRESS0 Comments

Un ringraziamento particolare a Siria del DG Italian Blog per le news!!!

Box office: 1,3 milioni per Dorian Gray!

Un esordio oltre le aspettative quello di Dorian Gray! Il film di Oliver Parker ha infatti incassato ben 1.346.582,75 euro al suo primo weekend in Italia!
Dorian Gray si è piazzato al quarto posto al botteghino italiano, alle spalle di New Moon, Cado dalle nubi e 2012: si tratta di un ottimo risultato poiché i film che hanno battuto Dorian Gray al box office sono stati distribuiti in un numero di copie decisamente maggiore di Dorian Gray. Quest’ultimo ha invece superato il milione di euro nonostante abbia debuttato in 200 sale cinematografiche.

Ora bisogna vedere come il film reggerà nelle prossime settimane, cosa che dipenderà dal passaparola.

Rassegna stampa

Ecco la rassegna stampa ufficiale italiana, con le recensioni su Dorian Gray apparse sulle maggiori testate giornalistiche.
Il romanzo di Wilde è quasi un horror
(Maurizio Porro, Il Corriere della Sera)
Per la terza volta alle prese con Oscar Wilde, Oliver Parker fa il primo passo falso con un adattamento quasi horror del famoso romanzo faustiano con il quadro che invecchia nella soffitta. Con aggiunte poco opportune e il mood paranormale il film tradisce la snobistica perversione dell’originale. Ben Barnes sembra capitato là per caso e bisogna fidarsi di Colin Firth, l’amico. Ma è tutto risaputo e patinato, il meno wildiano possibile e di sensualità liberty e di peccati veri non c’ è l’ombra. Voto 5
Dorian Gray si rivolta nella tomba
(Maurizio Cabona, Il Giornale)
Fare di Dorian Gray un Vittorio Sgarbi inglese è l’abominio di Oliver Parker. Del resto è coerente: suoi erano uno dei peggiori adattamenti cinematografici di Shakespeare, Othello, e i noiosi Un marito ideale e L’importanza di chiamarsi Ernest, ispirati sempre da Wilde. Nel ruolo di Gray, Ben Barnes non ha nulla di diabolico e nemmeno di seducente; per un ruolo così occorreva il Delon dei vent’anni. Mentore di Gray e alter ego di Wilde è Colin Firth, che qui spreca il rispetto che s’era guadagnato nella carriera.
“Dorian Gray”, un gioco da ragazzini
(Francesco Alò, Il Messaggero)
Il ritratto di Dorian Gray fu per la società vittoriana quello che American Psycho è stato per l’America padrona del mondo del 1991. Romanzo epocale che distruggeva un’epoca. L’opera di Wilde ridiventa film con la rediviva produzione Ealing qui alle prese con un horror per teenager. E’ proprio un gioco da ragazzini, a partire dalla star perbenino Ben Barnes, già visto ne Le cronache di Narnia, che nei momenti di massima perdizione sembra un boyscout che ha deciso di uccidere una lucertola. Al suo fianco un altro bonaccione che vorrebbe fare il cattivo: Colin Firth con barba troppo finta e poco credibile quando dice alla Wilde: “Le cose sacre sono le sole che valga la pena di profanare” o “L’unico modo per sbarazzarsi di una tentazione è cedere”. Firth è il Lord che porta il giovane Dorian verso la perdizione edonistica. Poi l’attore ci ripensa e, visto che è sempre stato irreprensibile, torna bravo ragazzone in una seconda parte che tradisce la fonte con personaggi inventati (la figlia di Lord Wotton) e un finale chiassoso. Un certo scrittore irlandese direbbe: “Nulla è pericoloso quanto voler essere troppo moderni. Si rischia di diventare fuori moda”.
(Alessio Guzzano, City)
Diceva Oscar Wilde che «l’unico modo per liberarsi di una tentazione è cedere». E così un regista goloso di decadentismo, che aveva già fatto cinepratica con le commedie del Sublime Dandy, ha permesso che un nefasto sceneggiatore debuttante mettesse mano – manomettendolo – al romanzo del 1890, capolavoro devoto al culto dell’eterna giovinezza e della bellezza assoluta e (quindi) torbida. «Chi scava sotto la superficie lo fa a proprio rischio» ammoniva sempre Wilde. Figuriamoci chi spala incauto tra aforismi e sensualità ad alto rischio, fino a toccare il fondo della volgarità. Ne esce un horror soprannaturale a tinte forti che fa il verso a Barbablù: il ritratto che invecchia al posto del desideratissimo fanciullo, ribolle di pustole in soffitta mentre personaggi (inventati e/o storpiati) forzano la porta per affrontarlo. Musica a palla e pallose orge perverso/chic (D&G non sono solo le iniziali di Dorian Gray). Protagonista piallato: Ben Barnes, che viene da Narnia, non ha né gli occhi (azzurri), né i capelli (biondi), né le labbra (scarlatte), né il fascino inconscio (e quindi violento) del putto originale. Sembra Silver di “XFactor”. Chi frequenta queste righe sa che ci piace chi ‘tarantina’ i classici o shakera Shakespeare. Ma per aggiungere bellezza, non per inquinarla.
Che ne pensate di questi giudizi così negativi sul film? Siete d’accordo o li considerate superficiali? Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti.