Vi pubblico un pò di news tutte italiane su Dorian Gray!!! Un ringraziamento alla nostra aggiornatissima Siria del Dorian Gray Blog!! Vi riporto le news postate nel sito!
Per prepararci all’uscita di
Dorian Gray in
Italia, iniziamo a segnalare alcuni
eventi nel nostro Paese incentrati sul film di Oliver Parker, sul romanzo di Oscar Wilde e sull’autore stesso.

Il
26 ottobre alle ore
18:00 si terrà il secondo incontro dell’
Irish Club al suo secondo anno di vita presso “
I classici del Caffè” (via Foppa 4,
Milano,
www.iclassicidelcaffe.com). L’evento, al quale può partecipare chiunque, ruoterà attorno alla figura di
Oscar Wilde e al suo romanzo
Il Ritratto di Dorian Gray.
Inoltre martedì 27 ottobre alle ore 12:30 si terrà l’evento “Aspettando Dorian Gray (il film) con Paolo Gulisano” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: aula MR 210 (c/o la sede di via Morozzo della Rocca).
In questa occasione il prof. Enrico Reggiani e Paolo Gulisano, saggista e cultore della letteratura in lingua inglese, parleranno del volume Il ritratto di Oscar Wilde (Ancora, 2009) di Paolo Gulisano.
Ecco una curiosità, che però non dovete considerare ufficiale: su
MondoRaro è apparsa la cover
NON ufficiale dell’edizione italiana del
dvd di
Dorian Gray. Chissà, forse somiglierà alla versione ufficiale che uscirà tra qualche mese. Potete vederla qui sotto:

(clicca per ingrandire)
Infine vi segnalo una bellissima
intervista a
Colin Firth (
Lord Henry Wotton), tradotta da
Firthissimo.it .
Ecco un estratto dell’
intervista incentrato su
Dorian Gray:
Ben Barnes, il tuo co-protagonista in Easy Virtue e Dorian Gray, dice nelle interviste che tu sei un “mentore tremendo” per lui, ma sei un ottimo amico. Qual è la tua replica?
Gli dico di seguire i consigli. È la mia missione nella vita. La missione della mia vita è di farlo uscire dai binari.
Sta cominciando a sembrare la trama di Dorian Gray.
[Ride.] Sì. Ho cercato di traviare Ben, ma ha troppo buonsenso.
Ed ora va dicendo nelle interviste che il vero cattivo di Dorian Gray è Dorian Gray, e non Henry Wotton.
[Fa un sospiro esagerato, sorridendo.] Non posso proprio dire che ci sia gara in proposito. Non si discute. Uno dei due è l’esecutore, l’altro è l’istigatore. E sta a voi decidere chi è il peggiore dei due. Se avete un presidente che dichiara guerra ed un vicepresidente che la mette in atto — cosa che può accadere, è risaputo — chi ritenete responsabile? La cosa che credo sia probabilmente la più malvagia di Henry è che… prenda un ragazzo che è innocente e senza colpe e lo corrompa. È la cosa più ingegnosamente diabolica da fare. Oscar Wilde qui gioca sul fattore della vanità. È interessante che Oscar Wilde non abbia utilizzato una fotografia [per Dorian Gray], perché la fotografia [come tecnologia] era già piuttosto sviluppata ai suoi tempi. È l’arte della pittura, così è qualcosa che cattura la bellezza in una maniera in cui può farlo solo un grande artista. Ti guardi allo specchio ogni mattina, ma non in quel modo. Dunque Henry fa in modo che Dorian si innamori di sé stesso e lo rende famoso per questo.
Cosa pensi dei parallelismi tra Michael Jackson e la storia di Dorian Gray?
Oliver Parker, il nostro regista, ha parlato di Michael Jackson di recente. E non mi era venuto in mente finché Michael Jackson non è morto. Ma sì, Michael Jackson è un esempio di ricerca della vanità dilagante e automutilante. E non potrebbe esserci esempio più calzante di quanto sia futile e di quanto poco funzioni. Non sembrava un ragazzino. Non sembrava Peter Pan. E non sembrava bello.
Ed è come Dorian perché Michael Jackson era estremamente bello [prima di tutte quelle operazioni di plastica]. Questo è ciò che è straziante, se vedi una sua fotografia prima che si facesse qualsiasi cosa. Anche prima che si facesse la prima di qualunque cosa si sia fatto, sembrava ancora bellissimo. Ed ha come mummificato se stesso prima della sua morte. C’è qualche fatidico paragone fra questo ed il ritratto di Dorian Gray nell’attico.
E se vogliamo parlare di ciò che comporterebbe quel patto col diavolo… “Ti venderesti al diavolo?”. Ciò che in realtà stiamo dicendo è: “Cosa sacrificheresti per cercare di apparire più giovane?” C’è un’industria che si nutre di bisturi e botulino.
Speriamo soltanto che Michael Jackson non abbia ucciso nessuno come fece Dorian Gray. Non sapremo mai se c’è il cadavere di qualche chirurgo plastico sepolto da qualche parte perché si è comportato male con Michael Jackson.
Io credo che Michael Jackson, in un certo qual modo, abbia ucciso se stesso.
In Dorian Gray il tuo personaggio deve invecchiare di circa 25 anni. Cosa ti è passato per la mente quando ti sei visto come un vecchio?
L’effetto è stato piuttosto buono. Non ci sono state protesi… Hanno fatto ciò che hanno potuto per simulare la perdita dei capelli… Tutte le rughe erano fittizie. Mentre mi levavo il trucco da vecchio, il che era molto gradevole alla fine della giornata, era come se [le rughe] scomparissero. Oh, aspetta, quella ruga non è andata da nessuna parte!
Qual è stata la tua reazione istintiva nel leggere il copione di Dorian Gray e nel vedere che Henry Wotton aveva una figlia, Emily (interpretata da Rebecca Hall), dal momento che il personaggio di Emily è stato creato specificamente per questo film? Cosa ne pensi di una tale deviazione dal soggetto originale?
Per la verità, ha senso. Non credo che la manipolazione sia stata nociva. So che ci sono in giro società di ammiratori e puristi di Oscar Wilde. Volete sapere che cosa dico loro?: “Bene. Andate a leggere il libro. Noi non stiamo facendo la copia conforme dell’ultima edizione. Se volete l’edizione originale, quella è la porta, ok?”. Abbiamo fatto questo tentativo per risolvere il terzo atto. È perfettamente sensato da ogni punto di vista. I romanzi di Wilde hanno presentato difficoltà narrative per ogni cineasta, per ogni adattamento che ne è stato tratto.
Credo che uno dei problemi con il romanzo sia di adattarlo. Non è Dorian; non lo vedi dai suoi occhi. Vedi gli occhi del mondo puntati su Dorian, sull’idea della bellezza. Non lo puoi vedere dal suo punto di vista. È dal punto di vista di Henry … Il romanzo di Oscar Wilde è breve. Il film del 1945 Il ritratto di Dorian Gray non ha operato alcun genere di cambiamento. Non lo sto dicendo come una critica; è proprio così. Facendo in quel modo non c’è un vero atto finale. Termina semplicemente con un gesto plateale magnifico, melodrammatico.
Ma per fare in modo che Dorian tornasse a Londra e andasse ancora in giro a trovare Henry, con rapporti conflittuali, ci doveva essere qualcosa in gioco. Abbiamo avuto la fortuna di avere a disposizione una delle migliori attrici della sua generazione, Rebecca Hall. Il personaggio di Emily Wotton costituisce una posta in gioco per Henry, perché non credo che provi rimorso. Ama sua figlia, ma potrebbe essere un fattore biologico. Non credo che sia un uomo che si possa redimere in alcun modo. Non credo che sia dispiaciuto affatto per ciò che ha fatto a Dorian… Non credo che lo stesso Henry rimpianga ciò che ha fatto. Precedentemente stavamo parlando di chi fosse il più cattivo. Beh, sì, Dorian è l’esecutore materiale, ma ciò che in realtà credo sia la cosa peggiore è che l’uomo che ha reso possibili tali crimini possa tornare senza biasimo a casa da sua moglie con le mani pulite e possa dire: “I peccati di Dorian non hanno niente a che vedere con me.”
Oliver Parker ha detto che non era del tutto convinto che Ben Barnes potesse recitare nel ruolo di Dorian Gray fino a quando Ben non lo ha colpito durante l’audizione. Cosa hai pensato quando Ben ha avuto la parte?
Non ero preoccupato a riguardo. Sono preoccupato per Ben perché c’è quasi qualcosa di “Dorianesco” ad essere belli come lo è lui. In realtà potrebbe essere stato scelto perché è bello, ma deve dare grande prova di sé stesso, perché il mondo è scettico proprio per questo motivo. Penso che debba combattere una vera e propria battaglia con la percezione da parte del pubblico. Credo che sia una persona di grande sostanza. Penso che sia un attore di grande talento. È molto, molto brillante. L’idea di lui che ho avuto quando l’ho incontrato per la prima volta è stata: “Sei solo un bel ragazzo.” Penso di essere stato colto di sorpresa nello scoprire quanto talento avesse. Credo che questa sia la differenza del mondo di Oscar Wilde. La bellezza esteriore tende a sostituire la bellezza interiore. Non vedi molti personaggi belli e cattivi in Shakespeare. Se ne ha un accenno in Jane Austen e nel ragazzo ingannevole di cui una delle protagoniste femminili di Jane Austen si innamora. Credo che qualcuno abbia detto alla conferenza stampa di Dorian Gray a Londra che se oggi sei bello, è probabile che tu venga considerato completamente fatuo.
Ricordi la prima volta che hai letto Il ritratto di Dorian Gray?
Non riesco a ricordarlo. C’è un’enormità di letteratura vittoriana inglese che è infiltrata nella nostra cultura così completamente, che conosciamo questi libri sia se li abbiamo letti che se non lo abbiamo fatto. Non è fuori dal comune che la gente abbia sentito parlare del ritratto di Dorian Gray nell’ attico. Anche in Family Guy [i cartoni animati dei ‘Griffin’] ci scherzano su. Non riesco a ricordare quando l’ho letto per la prima volta. Conoscevo ogni riga, ogni scena, tutti i nomi dei personaggi, ma non ricordo se è per via degli adattamenti della BBC, o per gli allestimenti teatrali o per i film… Ma mi ha molto emozionato quando l’ho letto. Leggere il libro è letteralmente un’esperienza eccitante. È sensazionale.