September 25, 2009   •  Category: INTERVISTE, NEWS, PRESS0 Comments

Thanks Regys for this article!

Il Mattino

E’ stato pubblicato un nuovo articolo online su DG sul sito de Il Mattino! La giornalista è la stessa dell’altro articolo che ho postato pochi giorni fa, pertanto troverete delle informazioni molto simili ma ci sono anche delle novità!! Buona lettura! Scommettiamo che vi piacerà molto???? ;)

Dorian Grey nella società dell’immagine

Ben Barnes: «Un personaggio moderno»
L’attore con Colin Firth nel film che Oliver Parker ha tratto da Wilde: «Per noi il ritratto conta meno»

LOS ANGELES. «Di Dorian Gray mi ha intrigato la modernità della storia. Viviamo in un mondo dove l’immagine e la giovinezza sono tutto. Mi è sembrato fantastico interpretare un personaggio così attuale, eppure nato dalla penna di Oscar Wilde due secoli fa». Ben Barnes, inglese, 28 anni, conosciuto per aver interpretato il Principe Caspian nelle «Cronache di Narnia», sarà sul grande schermo il 23 ottobre con «Dorian Gray», nuovo adattamento del famoso romanzo. Il film, diretto da Oliver Parker, vede nei panni di Lord Henry Wotton Colin Firth, vincitore della Coppa Volpi a Venezia. Barnes è Dorian Gray, l’uomo che vende l’anima al diavolo per apparire sempre giovane. Lui conserva l’eterna giovinezza, ad invecchiare sono la sua immagine sul ritratto e quelli che gli vivono intorno. Non sono molte le versioni cinematografiche del romanzo, la più famosa è quella del 1945, «The Picture of Dorian Gray», con Hurd Hatfield. L’attuale versione, rispetto agli adattamenti del passato, si concentra di più sull’uomo. «Il romanzo si intitola “Il ritratto di Dorian Gray”, ed è focalizzato sulla società che ruota intorno al protagonista, più che sulle decisioni che questi prende» dice Barnes, che è laureato in drammaturgia inglese alla Kingston University. «Qui, invece, si cerca di capire quello che c’è nella testa del personaggio, ed è per questo che il film s’intitola solo “Dorian Gray”». Corruzione, bellezza, potere della bellezza e della fama, il film abbraccia temi attualissimi. «Quella odierna è la società dell’immagine, l’eventuale corruzione del singolo conta meno. È sorprendente quanto Wilde sia stato lungimirante». A proposito, quando è uscito «Il Principe Caspian» la sua immagine campeggiava su cartelloni tre metri per due in tutta Los Angeles. «In quei giorni guidavo per Sunset Boulevard, vedevo i cartelloni di Harrison Ford, Will Smith, Robert Downey Jr e poi vedevo me. E pensavo: “Che ci faccio in mezzo a loro?”».

Come è arrivato a Hollywood da Londra? «È successo tutto così in fretta… Finita l’università ho avuto sei mesi buoni di totale disoccupazione. Non sapevo più che fare, Londra non offriva niente a un attore alle prime armi, così ho fatto i bagagli e sono venuto a Hollywood».
Ed è diventato il Principe Caspian. «Non è stato proprio così immediato, ma sì, più o meno è andata così. Fortunatamente Caspian corre quasi tutto il tempo per salvarsi la vita, così la mia faccia spaventata era credibile. Ero decisamente intimidito dalla grandezza di quella produzione e ho dovuto imparare un sacco di cose per me difficili, come andare a cavallo e tirare di spada». E fra poco tornerà in quei panni. «Sì, in realtà le riprese di “The Chronicles of Narnia: The Voyage of the Dawn Treader” sono già cominciate. Anche in questo film ci sarà molta azione, tanti combattimenti con la spada, mi piace alternare film impegnati con pellicole. Farà il Principe Caspian ogni volta che glielo chiederanno? «Perché no? Non vedo l’ora di vederlo re. Di vederlo meno fragile e vulnerabile. Mi piacerebbe interpretare un re, un uomo di potere, di responsabilità». I suoi genitori sono entrambi psichiatri. Mai pensato di seguire le loro orme? «Mio padre è psichiatra, mia madre psicologa. Ci ho pensato, ma non faceva per me». Difficile crescere con due genitori che sanno guardarti dentro? «Sono cresciuto come tutti gli altri bambini. E credo che sia più facile fare i genitori, se conosci i comportamenti della psiche. Sì, qualche volta mi chiedevano cosa provavo, ma sono convinto che ogni buon genitore faccia lo stesso». Come reagisce quando viene indicato come un sex symbol? «Rido imbarazzato. Onestamente, non mi ci sento».

Lei ha dichiarato di essere single e in cerca di una ragazza. «Detta così suona ridicolo, da annuncio matrimoniale. È successo che durante un’intervista, prima dell’uscita di “Caspian”, mi abbiano chiesto se avevo la ragazza. Ho riposto di no, non l’avevo, e che probabilmente l’uscita di un film del genere mi avrebbe aiutato a trovarla. Sul giornale hanno scritto che, essendo diventato una star, avrei trovato la ragazza. La parola star mi fa ridere persino quando è cucita addosso agli altri, figuriamoci a me».

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